«Leggendo le dichiarazioni dell’onorevole Guerino Testa contro Maurizio Landini viene da chiedersi se il deputato pescarese abbia davvero il polso di quello che sta accadendo nel Paese. Dopo quattro anni di Governo Meloni, mentre crescono le difficoltà di chi lavora e si moltiplicano le proteste di intere categorie, la sua principale preoccupazione sembra essere quella di attaccare il Segretario Generale della CGIL.
Testa sostiene che il nostro sindacato non avanzi proposte concrete.
Gli consigliamo allora di dedicare qualche minuto alla lettura delle due proposte di legge di iniziativa popolare sulla sanità pubblica e sui diritti dei lavoratori negli appalti e già che c’è, potrebbe approfondire le nostre proposte su salari, fisco, pensioni, istruzione, precarietà, salute e sicurezza sul lavoro.
Tutte questioni sulle quali la CGIL avanza da tempo rivendicazioni precise e sulle quali l’Onorevole potrebbe suggerire al suo Governo di convocarci, ascoltarci e confrontarsi seriamente nel merito.
Ma il punto è un altro.
Possibile che chi governa questo Paese da quattro anni non trovi nulla di meglio da fare che polemizzare con chi ne denuncia le difficoltà? Gli autotrasportatori protestano, gli agricoltori manifestano, lavoratrici e lavoratori, pensionati e pensionate, vedono eroso il proprio potere d’acquisto, la sanità pubblica fatica a garantire il diritto alle cure e tanti giovani non riescono a immaginare un futuro dignitoso. Il costo dei carburanti è alle stelle mentre vengono destinati miliardi di euro per la spesa militare, è questo il Paese reale con cui Testa e la sua forza politica dovrebbero confrontarsi, anziché liquidare il malcontento popolare come una manovra elettorale.
Pochi giorni fa, nella nostra regione, un giovane ha perso la vita mentre lavorava in una cantina sociale a Scerni. Secondo i dati INAIL, nei soli primi otto mesi del 2026 sono state presentate 498 denunce di infortunio mortale in occasione di lavoro. Dietro questi numeri ci sono persone, famiglie e tragedie che non possiamo accettare come inevitabili. Sarebbe utile ascoltare dall’onorevole Testa qualche proposta concreta per rafforzare prevenzione, controlli e sicurezza, anziché l’ennesima polemica contro il sindacato.
Appena due sabati fa, il 17 ottobre, oltre centomila persone hanno riempito le strade di Roma per la manifestazione della Via Maestra, promossa dalla CGIL insieme a oltre cento associazioni e realtà della società civile. Lavoratori, pensionati, giovani e cittadini che chiedevano salari dignitosi, sanità e scuola pubbliche, giustizia fiscale, pace e diritti. Davvero Testa pensa che quelle centomila persone fossero lì per la campagna elettorale di qualcuno? O forse sarebbe il caso di interrogarsi sulle ragioni che le hanno portate in piazza?
Anche la battuta sul sindacato che chiede il salario minimo e firma salari miseri dimostra tutta la strumentalità delle dichiarazioni del deputato pescarese. La CGIL ogni giorno contratta per migliorare salari, diritti e condizioni di lavoro. Noi nei posti di lavoro ci siamo e sappiamo bene che esiste un problema di lavoro povero ed è proprio per questo che chiediamo di rafforzare la contrattazione collettiva e introdurre un salario minimo legale, proposte alle quali il suo Governo si oppone ostinatamente.
Quanto alla cosiddetta “rivolta sociale”, vorremmo ricordare che manifestare, protestare e scioperare sono diritti costituzionali, non concessioni del Governo di turno. La CGIL rivendica una mobilitazione democratica e pacifica, perché quando le persone non trovano risposte dalla politica hanno tutto il diritto di organizzarsi e far sentire la propria voce. E non abbiamo bisogno di patenti di legittimità da chi considera ideologica qualsiasi critica alle scelte del Governo.
Il prossimo 20 novembre torneremo a scioperare, con la stessa determinazione con cui ogni giorno difendiamo lavoratrici, lavoratori e pensionati. Perché il nostro compito è rappresentare i loro bisogni e le loro rivendicazioni, indipendentemente da chi sieda a Palazzo Chigi.
All’onorevole Testa diciamo dunque che sarebbe tempo di occuparsi delle ragioni per cui il Paese protesta, anziché preoccuparsi delle parole con cui Landini descrive quelle proteste. Noi siamo sempre disponibili al confronto, purché si parli di problemi reali e di soluzioni concrete.»
Alessandra Di Simone
Segretaria Generale CGIL Pescara