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Si è aperta il 16 luglio, alle 14, la finestra per la domanda di messa a disposizione da GAE e GPS relativa all’anno scolastico 2026/2027, che rimarrà attiva fino alle 14 del 29 luglio. Tredici giorni per compilare un’istanza che, tramite il sistema POLIS su Istanze Online, permette di indicare fino a centocinquanta preferenze di sede: un numero che, spiega la FLC CGIL Pescara nella guida operativa diffusa in vista della scadenza, va gestito con attenzione, perché ogni riga inserita nella domanda può trasformarsi in una nomina vera e propria, con tutte le conseguenze contrattuali che questo comporta.
Il primo consiglio riguarda il metodo, prima ancora che il contenuto della domanda. Prepararsi per tempo significa verificare da subito di avere accesso funzionante tramite SPID o CIE e di potersi collegare a Istanze Online, per non trovarsi bloccati proprio nei giorni di apertura della procedura. Significa anche costruire con calma, offline, uno schema ragionato delle sedi che si intendono indicare, partendo da quelle realmente desiderate per poi valutare l’eventuale allargamento a comuni e distretti, così da usare POLIS solo per inserire e controllare quanto già deciso, senza compilare la domanda di corsa. FLC CGIL stima in due o tre ore il tempo minimo necessario per completare correttamente l’istanza, che resta articolata, come negli anni scorsi, in tre sezioni distinte da non confondere tra loro, le supplenze da GPS e GAE per gli incarichi al 31 agosto, al 30 giugno e per gli spezzoni orari; la conferma sul posto di sostegno, riservata a chi ne ha già titolo nelle condizioni previste; e la procedura, del tutto separata, delle nomine finalizzate al ruolo su sostegno per la prima fascia GPS.
Prima di inoltrare la domanda occorre inoltre controllare la presenza di eventuali titoli di precedenza, comprese le dichiarazioni per la legge 104, le riserve e i requisiti collegati alla propria posizione in graduatoria, il formato corretto degli allegati caricati e, non da ultimo, la coerenza tra quanto dichiarato online e il PDF di riepilogo che il sistema genera al termine della procedura, un documento che va sempre scaricato e conservato, perché rappresenta la fotografia effettiva di ciò che è stato inviato.
Uno dei punti su cui la guida insiste maggiormente riguarda il funzionamento del sistema di attribuzione delle supplenze, spesso frainteso da chi si accinge a compilare la domanda per la prima volta. L’algoritmo, non sceglie in base alla sede migliore in assoluto, scorre i candidati secondo il punteggio e la posizione in graduatoria e, per ciascuno di essi, legge le preferenze esattamente nell’ordine in cui sono state inserite, verificando di volta in volta se esiste una disponibilità compatibile. Se la prima combinazione richiesta non è disponibile, il sistema passa alla successiva, e così via, fino a trovare una combinazione valida oppure fino a esaurire le preferenze indicate. Non esiste dunque un giudizio complessivo sul “desiderio” del candidato, ma una lettura analitica riga per riga, motivo per cui, per chi risulta inserito in più graduatorie, anche il solo ordine con cui si alternano materie, tipologie di posto e sedi può cambiare in modo sostanziale l’esito della domanda.
Ogni preferenza, del resto, è essa stessa una combinazione di più elementi che il sistema legge insieme, la sede, che può essere indicata in forma analitica sulla singola scuola oppure in forma sintetica su comune, distretto o intera provincia; l’insegnamento, cioè la classe di concorso, il sostegno o la tipologia di posto; il contratto, distinto tra 31 agosto, 30 giugno o spezzone orario; e le eventuali condizioni aggiuntive, come la disponibilità al completamento orario o alla cattedra esterna. Un’opzione spuntata per errore, avverte la guida, può tradursi in una nomina non voluta.
La principale innovazione di quest’anno riguarda il cosiddetto ripescaggio. Fino allo scorso anno, chi non otteneva una nomina in un determinato turno perché non c’erano disponibilità sulle preferenze espresse rischiava di restare escluso, poiché il sistema procedeva in modo lineare e le disponibilità che si liberavano successivamente potevano essere assegnate anche a candidati con punteggio inferiore, senza che la procedura tornasse a scorrere la graduatoria dall’inizio. Dal 2026/2027 questo meccanismo cambia, a ogni nuovo bollettino il sistema rileva le cattedre libere o rientrate per rinuncia, riparte dalla graduatoria utile, verifica la posizione di ciascun aspirante non ancora assegnatario e incrocia nuovamente le preferenze realmente espresse con le disponibilità aggiornate. In questo modo il punteggio resta centrale anche nei turni successivi al primo, ed è la garanzia che una scelta restrittiva nelle preferenze non si traduca automaticamente in un’esclusione definitiva. Resta però un limite netto, che FLC CGIL sottolinea con chiarezza, il ripescaggio vale solo per le preferenze effettivamente inserite in domanda. Ciò che non viene indicato resta comunque fuori, ora come prima.
Definita la logica del sistema, la guida entra nel merito di come costruire concretamente l’elenco delle centocinquanta preferenze. Il criterio di fondo è mettere in cima le sedi che si accetterebbero senza esitazione, poi decidere quale criterio far prevalere tra vicinanza geografica, tipologia di posto e durata del contratto, e infine allargare la copertura con preferenze più ampie su comune, distretto o provincia, ma solo se realmente coerenti con la disponibilità del territorio.
Su questo punto FLC CGIL propone due impostazioni alternative. La prima, definita strategia verticale, dà priorità alla materia o alla tipologia di posto, si raggruppano tutte le sedi possibili per una singola classe di concorso o per il sostegno, per poi passare eventualmente a un’altra classe di concorso, così da massimizzare la possibilità di ottenere quel determinato incarico anche a costo di spostamenti più ampi. La seconda, la strategia orizzontale, dà invece priorità alla sede, si ripete la stessa scuola o la stessa area alternando le diverse classi di concorso o tipologie di posto disponibili, per restare il più possibile vicino a casa anche accettando insegnamenti diversi. Nessuna delle due è in assoluto preferibile, la scelta dipende da cosa conta di più per chi compila la domanda, se l’insegnamento o il territorio.
Le preferenze sintetiche su comune, distretto o provincia, ricorda ancora la guida, sono utili quando si vuole coprire un’area intera e si è disposti ad accettare davvero tutte le scuole comprese al suo interno, ma diventano rischiose se usate senza questa consapevolezza, indicare un distretto che include sedi troppo lontane, o una provincia senza reale disponibilità, significa esporsi a un esito che poi si fatica ad accettare.
Un passaggio a parte riguarda i settori di infanzia e primaria, dove occorre distinguere tra chi possiede il titolo di specializzazione sul sostegno e chi concorre da graduatoria incrociata. Chi è inserito in prima fascia sostegno può dare priorità a questo canale se punta a massimizzare la relativa nomina, mentre chi non è specializzato viene valutato dopo gli specializzati e, se interessato alla stessa sede, può trovare utile alternare in domanda posto comune e sostegno incrociato. Anche per questi due ordini è possibile optare per il cosiddetto posto orario, una cattedra composta da più spezzoni distribuiti su un massimo di tre sedi in due comuni, un’opzione che comporta l’accettazione di una possibile composizione su più istituzioni scolastiche, e che può far comparire in nomina anche una sede non esplicitamente indicata, purché almeno una delle scuole che compongono la cattedra rientri tra le preferenze espresse.
Tra le novità operative più rilevanti la guida segnala il diritto al completamento orario per chi riceve uno spezzone, il docente mantiene infatti il diritto a completare l’orario fino a quello obbligatorio nella stessa provincia di inserimento, e questo diritto non è più subordinato, come in passato, all’assenza di posti interi nel turno. Chi intende avvalersene deve selezionare l’opzione “spezzone orario” solo se disposto ad accettarlo davvero, indicando l’eventuale disponibilità al completamento su comune, distretto o intera provincia. Resta fermo, per le nomine da graduatorie provinciali, il divieto di accettare un posto intero e poi chiedere il frazionamento per tenerne solo una parte, è possibile, semmai, assumere servizio e chiedere successivamente il part-time al dirigente scolastico nei limiti previsti. Per le supplenze brevi da graduatoria d’istituto, invece, il frazionamento può essere ammesso se compatibile con gli orari e con l’unicità dell’insegnamento. Gli uffici, inoltre, possono accorpare spezzoni della stessa classe di concorso o tipologia di posto per formare cattedre più complete, chi ha indicato spezzoni nella propria domanda deve quindi sapere che potrebbero rientrare in combinazioni più ampie, ed è bene verificare sempre ore, sedi e completamento nel PDF finale e nel bollettino di nomina.
Per chi vuole privilegiare la durata e la stabilità del contratto, FLC CGIL propone infine una sequenza operativa semplice, inserire prima tutte le preferenze che si accetterebbero per un contratto al 31 agosto, arrivando fino in fondo alla propria lista di sedi, poi ripartire dalle stesse sedi o aree per i contratti al 30 giugno, e solo alla fine inserire gli spezzoni, indicando l’eventuale completamento orario. Un ordine che va comunque adattato a chi, per le proprie priorità personali, preferisce dare peso soprattutto alla vicinanza o a una specifica tipologia di insegnamento.
La domanda, ricorda ancora la guida, non chiude il percorso. Una volta ottenuta la nomina, la prima scuola di servizio verifica le dichiarazioni rese in GPS e nelle graduatorie d’istituto, procedura che va avviata entro tre giorni lavorativi dalla stipula del contratto. Il differimento della presa di servizio è possibile solo per cause oggettive non dipendenti dalla volontà del docente, come malattia, infortunio o maternità, mentre nei casi di interdizione per maternità il rapporto di lavoro si perfeziona giuridicamente ed economicamente anche in assenza di presenza fisica, secondo la disciplina applicabile. Al momento della presa di servizio va inoltre dichiarata l’assenza di attività incompatibili, alcune lo sono in modo assoluto, altre richiedono l’autorizzazione del dirigente scolastico, e se dovesse emergere un’attività incompatibile preesistente il contratto può essere annullato. Anche per chi si trova in condizione di dottorato, assegno o borsa di studio può essere possibile ricorrere ad aspettativa o congedo straordinario per le supplenze al 30 giugno o al 31 agosto, con la supplenza che in questi casi produce comunque effetti giuridici fino all’eventuale presa di servizio.
Sul fronte del cambio di incarico, la guida chiarisce cosa è consentito e cosa no, è possibile lasciare una supplenza breve da graduatoria d’istituto per accettare una supplenza al 30 giugno o al 31 agosto, proveniente sia da GAE o GPS sia da un’altra graduatoria d’istituto, purché con quella scadenza. Non è invece consentito abbandonare una nomina da GAE o GPS per un incarico da graduatoria d’istituto, né lasciare una supplenza breve per un’altra supplenza breve, né lasciare una graduatoria d’istituto al 30 giugno per un’altra al 31 agosto. Anche il docente già di ruolo può accettare una supplenza, ma solo a determinate condizioni: l’incarico deve riguardare un posto intero con scadenza al 30 giugno o al 31 agosto, può interessare un diverso ordine o grado, una diversa classe di concorso o una diversa tipologia di posto, non è consentito a chi non ha ancora superato l’anno di prova e formazione, e segue in tutto e per tutto le regole del personale a tempo determinato in materia di trattamento, ferie, diritti e doveri.
Il punto su cui FLC CGIL richiama la massima attenzione riguarda le conseguenze di rinunce e abbandoni. Il principio di fondo è che l’assegnazione ottenuta tramite l’algoritmo equivale ad accettazione, rinunciare a una nomina o non prendere servizio comporta sanzioni pesanti per l’intera vigenza delle GPS. Nel dettaglio, la rinuncia a una nomina relativa a una sede comunque presente tra le preferenze comporta la perdita delle supplenze al 31 agosto e al 30 giugno per il biennio, secondo il regime applicabile; la mancata presa di servizio nel giorno indicato viene equiparata alla rinuncia; l’abbandono del servizio dopo l’avvio del contratto rappresenta invece il comportamento più rischioso in assoluto, perché comporta la sanzione più grave, ovvero la perdita della possibilità di ottenere ulteriori supplenze. Regole specifiche, e altrettanto stringenti, valgono per le graduatorie d’istituto, la rinuncia a una proposta può comportare la collocazione in coda all’elenco della scuola per l’anno scolastico in corso, la mancata risposta nei termini indicati nella convocazione produce effetti sulla specifica proposta, mentre l’abbandono comporta la perdita della possibilità di ottenere supplenze da graduatoria d’istituto per tutte le classi di concorso, per il biennio successivo. Da qui l’indicazione più netta della guida, prima di cliccare “Inoltra”, ogni candidato dovrebbe chiedersi, per ciascuna preferenza inserita, se sarebbe davvero disposto a prendere servizio qualora quella specifica combinazione venisse assegnata.
La sintesi che FLC CGIL Pescara offre a chiusura della guida ribadisce un principio semplice ma non scontato, la domanda migliore non è la più lunga, ma quella coerente con ciò che il docente sarebbe realmente disposto ad accettare. Prepararsi con uno schema ordinato per priorità reali, decidere consapevolmente se privilegiare la tipologia di posto, la durata del contratto o la vicinanza geografica, usare le preferenze sintetiche solo in coda come rete di sicurezza autentica, non fare affidamento esclusivo sul meccanismo di ripescaggio, che funziona solo se si liberano sedi effettivamente indicate, e controllare sempre il PDF generato al termine della procedura restano le indicazioni di fondo per evitare errori che, con le nuove sanzioni, avrebbero conseguenze pesanti.
Chi lo desidera può comunque sottoporre la propria domanda a un controllo prima dell’invio rivolgendosi alla FLC CGIL di Pescara, previo appuntamento da richiedere all’indirizzo pescara@flcgil.it.